USDT vs USDC nel betting: due stablecoin, due filosofie

Confronto visuale fra logo USDT e logo USDC con icone di bookmaker e bilancia

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Indice dei contenuti
  1. Due stablecoin, due filosofie diverse
  2. Chi li emette e con quali regole
  3. La diffusione sui bookmaker, il dato che decide tutto
  4. Le commissioni di rete e i tempi di accredito
  5. Il rischio di de-peg, episodio per episodio
  6. L’aspetto fiscale italiano: identico, in pratica
  7. Cosa dice Paolo Ardoino su USDT
  8. Quando ha senso usare USDC invece di USDT
  9. Quando ha senso restare su USDT
  10. La scelta concreta in tre casi reali
  11. Il criterio finale: il tuo bookmaker decide per te

Due stablecoin, due filosofie diverse

“Sono uguali, no? Tanto è un dollaro.” Sento questa frase almeno una volta a settimana, e ogni volta provo a spiegare perché USDT e USDC, pur valendo entrambi un dollaro, non sono intercambiabili per chi scommette. Lo dimostra anche il dato di mercato: insieme rappresentano il 93% della capitalizzazione totale degli stablecoin, con USDT al 59% del totale, ma le ragioni di questa divisione contano molto in pratica.

Nei nove anni di betting in cripto ho usato entrambi. Ho aperto saldi in USDC su bookmaker che lo accettano, ho fatto conversioni avanti e indietro fra i due, ho perso qualche euro in commissioni e ne ho guadagnato qualcuno in promozioni. La sintesi onesta: USDT vince sulla diffusione e sui volumi, USDC vince sulla regolamentazione e sulla compatibilità con MiCA. Per chi scommette in Italia nel 2026, scegliere fra i due dipende da tre cose, e in questa pagina te le spiego una alla volta.

Chi li emette e con quali regole

USDT è emesso da Tether Limited, società con sede a Hong Kong attraverso varie controllate, e non è autorizzato come e-money token sotto MiCA. Tether ha fatto la scelta strategica di non chiedere l’autorizzazione europea, mantenendo la propria struttura di emissione attuale. Le riserve sono pubblicate trimestralmente da BDO, e a Q4 2025 ammontano a 192,9 miliardi di dollari di cui 141,6 in US Treasury.

USDC è emesso da Circle Internet Financial, società americana con sede a Boston quotata in borsa dal 2024. Ha ottenuto l’autorizzazione MiCA come emittente di e-money token, il che significa che è pienamente conforme al regolamento europeo e può essere offerto da exchange italiani senza limitazioni. Le riserve sono attestate mensilmente da Deloitte, con dettaglio sui titoli del tesoro americano e sui depositi bancari. Per uno scommettitore italiano, questa differenza si traduce in accessibilità: USDC si compra ovunque, USDT richiede percorsi più mirati.

La diffusione sui bookmaker, il dato che decide tutto

Qui si vede subito chi vince: USDT è accettato dalla quasi totalità dei bookmaker che operano in cripto, USDC da una frazione. Su una rassegna di 30 bookmaker che ho compilato a fine 2025, USDT compariva sui depositi di tutti e 30, USDC su 17. Per il prelievo la situazione era ancora più sbilanciata: 30 su 30 per USDT, 11 per USDC.

Le ragioni sono storiche. USDT è arrivato per primo, ha consolidato la propria posizione su Tron, ed è oggi il token più utilizzato per il betting offshore. USDC è cresciuto soprattutto nel mondo DeFi e su exchange centralizzati regolati, due ambienti che non si sovrappongono perfettamente con quello dei bookmaker. Se il tuo bookmaker preferito accetta solo USDT, hai una sola scelta. Se ne accetta entrambi, leggi avanti.

Le commissioni di rete e i tempi di accredito

Sia USDT che USDC vivono su molte blockchain, ma con dominanze diverse. USDT è soprattutto su Tron — oltre il 60% della supply totale — dove le commissioni sono di pochi centesimi e i tempi di conferma di 1-3 minuti. USDC è soprattutto su Ethereum e Solana, con quote crescenti su Base e Arbitrum (Layer 2 di Ethereum).

Per uno scommettitore che deposita 200-500 € equivalenti, la differenza è netta. Se il bookmaker accetta USDT su Tron, il deposito ti costa meno di un euro. Se accetta USDC su Solana, lo stesso. Se accetta USDC su Ethereum, la commissione può andare da 4 a 15 dollari a seconda del traffico di rete. Sembra dettaglio, non lo è: su 12 depositi all’anno fanno una differenza fra 12 € e 100 €. Verifica sempre quale rete il bookmaker supporta, perché USDC su Ethereum e USDC su Solana sono token tecnicamente diversi.

Il rischio di de-peg, episodio per episodio

Entrambi gli stablecoin hanno avuto momenti di de-peg, ma con dinamiche diverse. USDT ha toccato 0,9485 dollari nel maggio 2022, durante il crollo di TerraUSD, ed è tornato al peg in 36 ore. USDC ha vissuto un episodio più drammatico nel marzo 2023, quando la chiusura di Silicon Valley Bank — dove Circle deteneva 3,3 miliardi di dollari delle riserve — ha portato il prezzo a 0,87 dollari per quasi 48 ore. Il peg è tornato dopo l’intervento del governo americano a garanzia dei depositi.

L’episodio del 2023 è importante perché ha mostrato un rischio specifico di USDC: la concentrazione bancaria. Circle ha poi diversificato i depositi e oggi tiene la maggior parte delle riserve in titoli di Stato, riducendo l’esposizione. Ma per uno scommettitore che parcheggia 3000 € sul saldo del bookmaker, sapere che entrambi i token hanno avuto momenti di stress è utile per non avere illusioni di sicurezza assoluta.

L’aspetto fiscale italiano: identico, in pratica

Per il fisco italiano, USDT e USDC sono entrambi cripto-attività. La plusvalenza sulla conversione in euro è tassata al 26% nel 2025 e al 33% dal 2026 (Legge di Bilancio 2025), senza più la franchigia di 2.000 €. Il bollo dello 0,2% si applica annualmente sul saldo se detenuti su wallet di provider non OAM, e va versato con F24. Il quadro RW va compilato per saldi su exchange esteri o wallet self-custody, con il valore in euro a fine anno.

Non c’è differenza fiscale fra i due. C’è una differenza pratica: se compri USDC su un exchange italiano regolato OAM, hai documentazione automatica disponibile per il commercialista. Se compri USDT da un exchange estero o in P2P, la documentazione la costruisci tu. Il costo del commercialista che ricostruisce la storia delle plusvalenze, sui miei clienti, oscilla fra 200 € e 600 € l’anno a seconda della complessità.

Cosa dice Paolo Ardoino su USDT

In una intervista del 2025 a CNBC al margine del Token2049, il CEO di Tether Paolo Ardoino è stato esplicito sulla strategia internazionale: there is an opportunity to create a US-based stablecoin, that has a different value proposition of our international stablecoin. Our international stablecoin is made for emerging markets. Riportato così, lascia capire perché USDT non ha cercato l’autorizzazione MiCA: il suo bacino primario è altrove.

Per chi scommette dall’Italia, questa filosofia si traduce in una constatazione semplice. USDT è il token che trovi sui bookmaker offshore, USDC è il token che useresti volentieri se i bookmaker AAMS lo accettassero — ma i bookmaker AAMS non accettano alcuna cripto, quindi il vantaggio regolatorio di USDC nel mondo del betting si ferma sulla porta. Resta utile per la conversione in euro su exchange italiani, e questo non è poco.

Quando ha senso usare USDC invece di USDT

Ci sono situazioni precise in cui scelgo USDC. Prima: se faccio acquisti grossi e voglio una documentazione fiscale automatica, parto da euro su exchange italiano OAM, compro USDC, eventualmente lo converto in USDT su exchange estero. Seconda: se temporaneamente parcheggio liquidità in cripto fra una sessione di scommesse e l’altra, USDC è il mio token di sosta perché ha attestation mensili (più frequenti delle trimestrali di Tether). Terza: se viaggio in zone con telefonate Lightning Network limitate, alcuni bookmaker che accettano USDC su Solana danno conferme più rapide di Tron in alcune ore di picco.

Il 75,1% dei wallet di tipo “saver” — utenti che tengono saldi medio-lunghi — detiene USDT, contro percentuali inferiori per USDC. Il dato dice una cosa: la maggioranza degli utenti retail mondiali sceglie USDT, ma “maggioranza” non significa “obbligo”. Se hai motivi specifici per preferire USDC, esistono e sono legittimi.

Quando ha senso restare su USDT

Negli altri casi — la maggior parte — USDT è la scelta di default. Ti spiego perché in tre punti molto pratici. Primo: i bookmaker che accettano cripto sono quasi tutti tarati su USDT, le interfacce sono ottimizzate per Tron, le promozioni e i bonus sono espressi in USDT. Secondo: la liquidità di scambio fra USDT e altre cripto è la più alta del mercato, quindi se domani decidi di convertire in altro, trovi sempre controparte.

Terzo: la dimensione di Tether come emittente — 187,3 miliardi di capitalizzazione, 192,9 miliardi di riserve — la rende sistemicamente importante. Sembra paradossale, ma più un asset è grande, più stretto è l’occhio dei regolatori, e meno è probabile che imploda silenziosamente. Per uno scommettitore italiano che muove 2000-5000 € in totale durante l’anno, USDT è il token con la frizione operativa più bassa nella maggior parte dei contesti.

La scelta concreta in tre casi reali

Ti racconto come scelgono tre miei clienti. Marco scommette esports da casa, deposita 100-200 € a sessione su un bookmaker che accetta entrambi: usa USDC su Solana perché compra direttamente da exchange italiano OAM e tiene la documentazione lineare per il commercialista. Andrea scommette calcio live e usa la velocità di Tron come arma per agganciare quote favorevoli prima che si chiudano: USDT su Tron, sempre.

Federica fa scommesse da maratona durante eventi specifici (Champions League, Europei, Mondiali) con saldi di 1000-2000 €: USDT su Tron per il movimento, USDC come token di sosta fuori stagione. Tre profili, due token, una logica: scegliere lo strumento in base al caso d’uso, non in base alla teoria. Se vuoi capire più a fondo come il rischio de-peg si manifesta in concreto e quali soglie psicologiche guardare, ho trattato il tema su USDT e rischio de-peg: cosa accade quando il prezzo si stacca.

Il criterio finale: il tuo bookmaker decide per te

Dopo nove anni di confronti fra USDT e USDC arrivo a una conclusione che a qualcuno suona deludente: la scelta non la fai tu, la fa il bookmaker dove vuoi giocare. Apri la pagina dei depositi del sito che ti interessa, leggi quali token e quali reti accettano, e parti da lì. Se accettano solo USDT, l’analisi finisce. Se accettano entrambi, scegli la rete con commissioni più basse, e in caso di parità preferisci il token che hai già in wallet. Risparmierai conversioni inutili, commissioni doppie e mal di testa fiscali. Il resto è teoria, e la teoria sui bookmaker non vince scommesse.

USDT e USDC valgono lo stesso?

In condizioni normali sì, entrambi sono ancorati a un dollaro USA. Hanno avuto momenti di de-peg in passato — USDT a 0,9485 nel 2022, USDC a 0,87 nel 2023 — ma in entrambi i casi il peg è tornato. La differenza pratica è altrove: emittente, regolamentazione, diffusione.

Quale conviene per scommettere?

Dipende dal bookmaker. Quasi tutti i bookmaker che accettano cripto supportano USDT, una parte minore supporta anche USDC. Se il tuo bookmaker accetta solo uno dei due, la scelta è obbligata. Se li accetta entrambi, valuta la rete supportata e le commissioni.

Quale è più sicuro?

Hanno profili di rischio diversi. USDT ha riserve maggiori in valore assoluto e attestation trimestrali. USDC ha autorizzazione MiCA ed è emesso da società quotata negli USA con attestation mensili. Per importi tipici da scommettitore retail, entrambi sono adeguati se usati con buone abitudini di sicurezza.

Posso convertire USDT in USDC e viceversa?

Sì, su qualsiasi exchange centralizzato la conversione è immediata e con commissioni minime, spesso sotto lo 0,1%. La conversione genera evento fiscale ai sensi della normativa italiana, anche se le due cripto valgono lo stesso, quindi va tracciata.

USDC è autorizzato in UE, USDT no?

Sì, USDC ha ottenuto l’autorizzazione MiCA come emittente di e-money token, mentre Tether ha scelto di non chiederla. Per uno scommettitore italiano questo significa che USDC si trova facilmente su exchange italiani regolati, USDT richiede percorsi più mirati o exchange esteri.

Creato dalla redazione di «Tether Scommesse».